Madre Geneviève di San Bernardo Acarie

Madre Geneviève di San Bernardo Acarie

L’infanzia di Geneviève Acarie fu molto disturbata dalle disgrazie che s’abbatterono sui suoi genitori: il padre in esilio, la rovina della famiglia, le malattie e le infermità della madre. Contrariamente a ciò che avrebbe potuto derivarne, tutto questo forgiò in lei un temperamento determinato e indipendente. A 14 anni, decise di diventare una cistercense, ma alla fine scelse il Carmelo, dove entrò a 15 anni.
La sua vita religiosa si svolgerà rispettivamente a Parigi, al Carmelo dell’Incarnazione, e poi al Carmelo di rue Chapon che contribuisce a fondare. A 28 anni è inviata a Chartres come priora per fondarvi un Carmelo. Qui, le difficoltà con il vescovo e molte sfide l’attendono. Vi fa fronte con coraggio ma, tornata la calma, non ha la gioia di finire i suoi giorni in questo convento. La sua buona reputazione la fece eleggere priora del Carmelo di Sens, dove morì dopo 18 mesi di priorato.
Madre Geneviève sembra aver ereditato alcune delle parti eccessive di suo padre, ma la venerazione per la sua santa madre, ci indica che ha seguito in generale i suoi insegnamenti ed esempi di saggezza.

Madre Geneviève di San Bernardo Acarie

Conferencia di Thibaut PODEVIN

Geneviève fu la terza figlia femmina e l’ultima dei sei figli di Pierre e Barbe Acarie Avrillot. Nacque nel febbraio 1592 e morì il 12 settembre 1644 come priora del Carmelo di Sens.

Entrata a quindici anni nell’Ordine delle Carmelitane Scalze nel primo convento di Parigi, partecipò attivamente alla fondazione di due comunità : il secondo Carmelo di Parigi, Rue Chapon, e soprattutto quello di Chartres, in cui fu inviata, come fondatrice e prima priora nel 1620.

Poche fonti che la riguardano da vicino sono giunte fino a noi. Del suo soggiorno a Sens, conosciamo solo cinque lettere di sua mano, conservate al Carmelo di Beaune e la sua biografia scritta dalle suore dopo la morte, la quale ci rivela informazioni sul suo temperamento e le sue attività durante gli ultimi mesi di vita.

L’archivio del Carmelo di Chartres, a loro volta, sono una fonte più dettagliata e quindi più preziosa per la vita e l’opera di madre Geneviève di San Bernardo. Troviamo alcuni dei suoi pensieri spirituali in un manoscritto Estratto della vita delle Rev. Carmelitane di Francia, Carmelo di Chartres, completato l’ultimo sabato del gennaio 1699 alle pagine 134-140.

Un manoscritto Raccolta degli inizi delle Carmelitane in Francia. Dopo il viaggio in Spagna fino alla fondazione di Blois . I passaggi riguardanti la fondazione di Chartres sono interamente inseriti in un piccolo quaderno di 69 pagine manoscritte, dal titolo Fondazione del Monastero di Chartres (1620-1836).

Il libro delle professioni e delle visite canoniche sotto l’Antico Regime.

Le copie dei documenti ufficiali che hanno permesso lo stabilimento delle Carmelitane nella città di Chartres.

Diverse lettere indirizzate dal Cancelliere de Marillac a madre Geneviève di San Bernardo.

Una memoria, scritta a cura dalla comunità sotto la direzione di M. Duval, per la difesa delle Carmelitane di fronte all’ingerenza del vescovo di Chartres nel governo del monastero.

Inoltre i biografi di Madame Acarie ci forniscono alcuni dettagli sulla vita delle figlie.

Questo insieme di documenti e letture ci hanno permesso di tracciare le tappe principali della vita della suora che doveva portare con difficoltà il peso dell’eredità di una tale madre.

1 -Infanzia

Geneviève Acarie nacque a Parigi nel febbraio del 1592. È la sesta e ultima figlia di Madame Acarie che ha previsto che questa gravidanza sarebbe stata l’ultimaDom Sans, Processo Informativo, 72 r°..

Dal 1588 Barbe Acarie è stata regolarmente premiata dalle estasi. Così, nel presentare al mondo la piccola Geneviève, fu così « rapita » che causò preoccupazione nel medico Faber, che temeva per la sorte della madre e della bambinaJeanne l’Espervier, Processo Apostolico, 585 r°..

Boucher, nel suo libro sulla vita di Madame Acarie, ci fornisce il testo dell’atto di battesimo di Geneviève ricevuto nella chiesa di Saint-Gervais : « L’anno mille cinquecento novanta due il venti due di febbraio è stata battezzata Geneviève, figlia di M. Pierre Acarie, Signore de Montberrault, Consigliere e Maestro nella Camera dei Conti, e della nobile damigella Barbe Avrillot, suo padre e sua madreBOUCHER (J. B. A.), Vita della beata Suor Maria dell’Incarnazione detta nel mondo Madame Acarie conversa professa e fondatrice delle Carmelitane riformate in Francia Parigi, in H. Barbou, rue des Mathurins, 1800, p. 542. ». Secondo la tradizione del tempo, le ragazze che ricevevano il battesimo avevano due madrine e un padrino (i ragazzi due padrini e una madrina). Per Geneviève, i genitori scelsero per madrina Marie Fart e Marguerite Chevalier moglie di M. Denis des Cord come seconda madrina. L’atto di battesimo riprodotto da Boucher ci dice che il padrino fu Jacques AvrillotBruno ci racconta che Jacques Avrillot « fu ucciso da una pistola in rue Jean-Pain-Mollet, nel tornare dal palazzo di famiglia in Rue Saint-Bon, alla fine di dicembre 1607 ». Cf. La Bella Acarie, Parigi-Lovanio, Desclée de Brouwer, 1942, p. 33 nota 1.. per i suoi fratelli e sorelle, queste persone sono di famiglia e appartengono alla « nobiltà di Roba ».

Il ministro del sacramento fu Guincestre, parroco di St. Gervais, un uomo molto appassionato, un «Don Camillo» della LegaBruno , op. cit., p. 82 : « Accesi dalle declamazioni di questo fanatico [Guincestre], la gente uscì afferrando gli stemmi reali che adornavano la porta di San Bartolomeo e le calpestarono con grida ingiuriose per Enrico de Valois (…). Era il 29 dicembre 1588 » ..

Barbe Acarie si ritrova a soli 26 anni a capo di una famiglia di sei figli, il maggiore Nicolas aveva circa otto anni.

2 – Le prove a causa di impegni a suo padre

Sappiamo che Pierre Acarie era un ardente leghista, acerrimo nemico del Re Enrico IV, nonostante l’abiura solenne di eresia da parte di quest’ultimo il 25 luglio 1593.

All’ingresso del re a Parigi, per prevenire qualsiasi cosa che potrebbe capitargli, Pierre Acarie incarica un avvocato di conferire alla moglie poteri amplissimiIl testo di tale procura è dato da R. P. Bruno, op. cit., p. 146.. Purtroppo, Pierre, molto generoso con la Lega e i suoi membri, ha contratto molti debiti e ha lasciato senza risorse Barbe, che deve difendersi dai creditori, e separarsi dai figli e metterli in luoghi diversi. Non sappiamo dove andò Geneviève. Sappiamo solo che fu affidata a dei parentiR. P. Bruno, op. cit., p. 190..

Ma nel giugno 1595, o poco dopo, la situazione migliora. Il re grazia parzialmente i leghisti e Barbe non deve andare a raggiungere il marito nel monastero di Bourgfontaine dove è stato esiliatoR. P. Bruno, op. cit., p. 171.. Pierre Acarie è autorizzato a dimorare presso i suoi parenti a Luzarches e alcuni mesi dopo Barbe, rimasta invalida dopo un grave incidente a cavallo, può finalmente riunire la sua famiglia a Parigi, ma che cambiamenti per la piccola Geneviève, che ha cinque anni !

Non abbiamo elementi veramente precisi sulla infanzia di Geneviève. Sappiamo che non fu posta presso l’Abbazia di Longchamp, come le sue due sorelle. Fu sicuramente la madre a impartirle la stessa educazione di Marie Acarie, riportata nello studio di M. Yon e di suor Anne Thérèse di GesùYON (B) e suor Anne Thérèse di Gesù, Marie di Gesù Acarie, Associazione Amici di Madame Acarie, pro manuscripto, novembre 2007, 18 p..

3 – Una vocazione precoce

A differenza di sua sorella maggiore Marie che «dicono, fu a lungo indecisa tra lo stabilirsi nel mondo», che normalmente aveva luogo all’età di sedici o diciassette anni, o « entrare nel conventoIbid., p. 8. », Geneviève aveva preso da molto tempo la decisione di dedicarsi a Dio.

« Durante la sua gioventù rimase per qualche tempo nella città di Troyes, attorno alla quale il padre possedeva delle terre; e siccome la devozione di San Bernardo era piuttosto diffusa in questo paese, concepì di essere Fogliantina della famiglia cistercense. Già i suoi genitori avevano scelto per lei la casa che le suore del presente Ordine avevano in TolosaR. P. Ferdinand di Santa Teresa, Il Menologio del Carmelo, Lille-Bruges, Desclée de Brouwer, 1879, t. III, p. 38. ». L’ultima frase è sorprendente. Infatti, i genitori Acarie non potevano scegliere per la loro figlia un altro monastero diverso da quello delle Fogliantine di Tolosa, perché era allora il solo convento dell’Ordine !Jean de la Barrière (1544-1600), desiderando di riformare l’ordine cistercense, creò dapprima l’Ordine dei Foglianti poi un ramo femminile che si installò prima a Montesquiou en Valvestre (Gers), poi dopo l’afflusso di vocazioni, andò a Tolosa nel maggio 1599. Vedi Dom Beaunier, Archivio della Francia Monastica vol. XII Abbazie e Priorati dell’antica Francia, tomo quarto. Raccolta storica di arcivescovi, vescovi, abbazie e priorati di Francia, « Le province di Albi, Narbonne e Tolosa », Parigi, Jouve e Co. Editori, 1911, p. 288.

Si può discutere la scelta di questa congregazione. Certo, a quel tempo, molte comunità contemplative di donne conoscevano un declino reale grazie al sistema delle commende e della nomina da parte del potere reale delle badesse. Ma a volte, le scelte realiBremond (H.), Storia letteraria del sentimento religioso in Francia, t. II, L’invasione mistica, Parigi, 1925, p. 395, citato da Dom Lemoine, L’età moderna – Il mondo dei religiosi, Parigi, Editions Cujas, 1976, p. 213. erano felici. Bremond nominò sedici « badesse riformatrici » agli inizi del secolo XVII. Allora perché questa scelta delle Fogliantine? La sola presenza di numerosi monasteri cistercensi nella regione di Troyes non può spiegare tutto.

Infatti, nell’entourage di Madame Acarie erano presenti due padri Foglianti : Dom Eustache di San Paolo e soprattutto Dom Sans più tardi Generale del suo Ordine, che frequentò assiduamente la beata tra il 1597-1607. Egli stesso disse : « L’ho praticata per nove anni e anche di piùSans, 69 v° Processo Informativo. ».

Inoltre, in questo monastero di Tolosa stava per condurre una vita di penitenza, Antonietta di Orléans de LonguevilleVedova del marchese di Belle-Isle, entrò nelle Fogliantine di Tolosa il 25 ottobre 1599 e emise la professione il 6 gennaio 1601. Nominata contro la sua volontà nel 1605, coadiutrice della sua prozia Eleonora di Borbone, badessa di Fontevrault, cui successe. Dimissionaria nel 1611, si ritirò a Poitiers, dove fondò la Congregazione delle Benedettine del Calvario, che esiste ancora oggi. Morì il 24 aprile 1618. Cf. Du Mege, Storia delle istituzioni religiose, politiche, giudiziarie della città di Tolosa, Tolosa, Laurent Chapelle, 1846, p. 146-147., sorella di Caterina d’Orléans, Principessa de Longueville, molto stretta collaboratrice di Barbe Acarie nella fondazione delle Carmelitane in Francia.

Geneviève fu spinta nella scelta dal suo ambiente in cui i Foglianti e i loro alleati erano presenti? È possibile. Ma se l’ambiente dei Foglianti fu importante, possiamo dire che il Carmelo lo fu di più. Geneviève non ha lasciato sua madre tra il 1601, data della prima visione di Santa Teresa che domandò a Barbe di portare le sue Carmelitane in Francia, e il giugno 1607 quando è entrata in convento. Fu, se presente, almeno a conoscenza di tutti i progetti, di tutte le consultazioni, e di tutta la fatica che sua madre dovette fare per raggiungere questa fondazione. Un grande evento avrebbe potuto anche segnare lo spirito di una ragazzina di dodici anni, quello del 15 ottobre 1604, quando le carmelitane spagnole, dopo un lungo viaggio, entrarono a Parigi in mezzo al giubilo. Sul Ponte di Notre-Dame, avanzavano due carrozze davanti alle religiose. In una di loro c’erano Barbe Acarie e le sue tre figlie, tra cui GenevièveMORGAIN (S.-M.), op. cit., p. 153.. Il 15 gennaio 1605, è a Pontoise con le sue due sorelle, per la fondazione del Carmelo di S. Giuseppe, dove tutte e tre fanno servizio alla sala da pranzo, al primo pasto della comunità e non c’è dubbio che il 15 settembre 1605, non abbia accompagnato la sorella Marguerite, che entra nel convento carmelitano di Parigi !

In questo contesto, con la scelta di vita «fogliantina», Geneviève mostra una personalità molto marcata, in grado a meno di quindici anni di mostrare una maggiore indipendenza di spirito, optando per uno stato volontario di vita molto austero. Ma, contro ogni previsione, quando già la dote è già stata stabilita con Dom Malachia, provinciale dei Foglianti, Geneviève abbandona il progetto !R. P. Ferdinand di Santa Teresa, op. cit., p. 38.

M. e Madame Acarie avevano lasciato i loro figli liberi di scegliere il proprio stato di vita. Poco dopo, nel giugno 1607, Geneviève entrò a quindici anni nel Carmelo di Parigi, dove trovò la sorella Marguerite, che aveva appena fatto la professione.

4 – La scelta del Carmelo

Il necrologio di Madre Geneviève di San Bernardo Acarie composto dalle suore del Carmelo di Sens, ci dà il motivo principale del suo cambiamento di direzione  : « Leggendo la vita della nostra Santa Madre e ascoltando parlare delle nostre osservanze, ci fu un articolo che la toccò profondamente. Non si lavora in comune, ma ognuna nella sua cella, per vivere con più raccoglimento. Vedendo che le usanze dell’Ordine di San Benedetto, di cui San Bernardo fu un membro, non obbligano a tale grande ritiro, disse a sua madre che la Costituzione di S. Teresa le piaceva. Si rese conto che quando lavorava da sola faceva più lavoro e che la compagnia era divertente. Dio ha infiniti modi per attirare i nostri sguardi e ha usato questa riflessione innocente per attirarla nel CarmeloArchivio del Carmelo di Sens, « Circolare della madre Geneviève di San Bernardo, 32a professa del monastero – Il 12 settembre 1644 ». ».

Poco prima della sua entrata al Carmelo, scrisse a Francesco di Sales. Non abbiamo traccia di questa lettera, ma il vescovo di Annecy, vi si riferisce in una lettera a Nicolas de Soulfour, datata 30 aprile 1607 : « Devo precisare Madamigella Geneviève Acarie, che mi ha scritto l’altro giorno una lettera degna di rispostaFrancesco di Sales, Opere, t. XIII, p. 286. ». A quindici anni, impressiona già uno dei leader spirituali del suo tempo con sue lettere. Questa corrispondenza tra Geneviève e Francesco di Sales continuò, e la lettera giunta fino noi dimostra che ebbe sempre una certa familiarità con lui e molta franchezza.

Alla sua vestizione, il 24 giugno 1607, Geneviève divenne suor Geneviève di San Bernardo, nella fedeltà al fondatore dell’Ordine Cistercense. Alla fine del noviziato canonico Geneviève non aveva ancora l’età per rendere validi i voti, e fece la professione un anno dopo, il 25 marzo 1609Archivio del Carmelo di Sens, “ Circolare della madre Geneviève di San Bernardo … ", op. cit. insieme alla sorella Marie, entrata nel Carmelo nel 1608R. P. Bruno, op. cit., p. 475 nota 1..

5 – Fondazione del Carmelo di rue Chapon

Suor Geneviève di San Bernardo rimase in via Saint-Jacques fino al 1617, quando, grazie alle preghiere di Madame Acarie, fu fondato un secondo convento di suore carmelitane a Parigi.

Nel processo apostolico, Marguerite del Santissimo Sacramento Acarie dice  : « Catherine Gonzaga, principessa di Cleves, vedova di Monsignore Enrico duca di Longueville mi ha detto e confidato che aveva ricevuto la grazia di Dio per le preghiere di suor Maria dell’Incarnazione (…). Nell’anno 1614 la detta dama era ad Amiens, dove la serva di Dio, faceva il suo anno di prova come suora laica nel convento delle Carmelitane di quella città ; l’andò a trovare e le disse che era molto infelice per un dispiacere che non poteva soffrire in alcun modo visto che la taglia del corpo del duca di Longueville suo figlio unico si rovinavaMarguerite Acarie, Processo Apostolico, Riti 2236, f. 427. Testimonianza datata estate del 1632. », scongiurandola di pregare per la sua guarigione !

Suor Maria dell’Incarnazione pregò intensamente per il giovane duca di Longueville, e fu guarito dalla sua infermità. Egli stesso testimoniò al processo di beatificazione e confermò i fattiHenri d’Orléans, duca di Longueville, Processo Apostolico, Riti 2235, f. 494-495. Testimonianza che si trova tra il 5 dicembre 1630 e il 4 marzo 1631..

In ringraziamento e come aveva promesso, la principessa di Cleves fondò un secondo Carmelo a Parigi, Rue Chapon. Lei e suo figlio, Enrico d’Orleans, duca di Normandia, il « miracolato », dotarono il monastero di libbre 30.000 e libbre 2.000 di rendita l’anno in perpetuo Cronache dell’Ordine delle Carmelitane della riforma di Santa Teresa fin dalla loro introduzione in Francia, Troyes, 1856, tomo III, p. 195.. Il contratto fu firmato nel 1616, ma la fondazione incontrò alcune difficoltà.

Il Palazzo di Chalons, rue Chapon, fu scelto per ospitare il convento. Ma il suo proprietario, Clausse di Mauchaumont, Vescovo di Chalons, rifiutò di vendere. Nell’attesa la nuova comunità si stabilì in una casa vicina di proprietà di Madame ThiersaultMORGAIN (S.-M.), op. cit., p. 319., grande amica di Madame Acarie e generosa benefattrice del Carmelo di Pontoise. Il nuovo convento carmelitano fu posto sotto la protezione della Divina Maternità di Maria (è comunemente chiamato Monastero della Madre di Dio) e aprì l’8 Settembre 1617 Cronache dell’Ordine …, op. cit., p. 196..

Madre Madeleine di San Giuseppe fu la prima prioraProfessa nel 1605, fu eletta priora del Carmelo di rue Saint-Jacques nel 1608 e rieletta nel 1611.. Prese per sottopriora suor Geneviève di San Bernardo ronache dell’Ordine … , op. cit., p. 197..

Après bien des tractations, les sœurs purent enfin acquérir l’hôtel de Châlons en octobre 1619. On fit bâtir l’église, le chœur des religieuses et un grand dortoir contenant dix-huit à vingt cellules ronache dell’Ordine … , op. cit., p. 197., il che vuol dire che presto suor Geneviève avrebbe fatto l’esperienza del cambiamento di convento, dei lavori di costruzione, con tutto il rumore, le preoccupazioni e i disagi che di solito portano.

Fu allora che Francesco di Sales, di passaggio a Parigi l’andò a trovare. In una lettera scritta da Tours, a madre Marie di Gesù Acarie sottopriora ad Amiens, il 21 settembre 1619, si legge  :

« Mia carissima suora,
Non desideravo meno vedervi di quanto io desiderassi di incontrare le due care suore che ora ho visto, una a Parigi, nel piccolo convento [madre Geneviève, Rue Chapon], l’altro qui [madre Marguerite Acarie, priora di Tours dal 1618] (…). Abbiamo rinnovato fortemente l’antica amicizia e alleanza spirituale [le vostre due care sorelle] e io ed esse sono sempre figlie mie come primaFrancesco di Sales, Opere, t. XIX, p. 23 e 25. ».

6 – Fondazione del Carmelo di Chartres

Secondo la Cronaca delle Carmelitane di Chartres, Bérulle « desiderava ardentemente che ci fosse in questa città un monastero del nostro Ordine al fine di onorare particolarmente l’incarnazione del Verbo e la divina maternità, oggetti della sua tenera pietàArchivio del Carmelo di Chartres, quaderno «Fondazione del Carmelo di Chartres, f°2. ». Madre Madeleine di San Giuseppe condivise questo parere e durante le lunghe trattative che avevano preceduto la fondazione, portò al Carmelo di Faubourg Saint-Jacques una ragazza, madamigella Le Beau, per conoscere « l’indole delle ragazze di campagnaIbid., f°3. ». Aveva diciannove anni e prese il nome di Susanna di San Giuseppe. Aveva gravi problemi di adattamento alla vita carmelitana, tanto che madre Madeleine previde il suo rinvio. Un giorno, sopraffatta da questa terribile minaccia, suor Susanne di San Giuseppe pregò con fervore e il profeta Elia le apparve nel dormitorio per dirle che sarebbe stata carmelitanaIbid. . Finalmente, pronunciò i suoi voti a Parigi nel 1617ERIAU (J.-B.), L’antico Carmelo del Faubourg Saint-Jacques, J. De Gigord-A. Picard, Parigi, 1929, p. 482. e fece parte dello sciame fondatore di Chartres nel 1620.

Il vescovo di Chartres, Philippe Hurault ChevernyPhilippe Hurault nacque nel 1579 e fu eletto vescovo di Chartres nel 1598. Morì il 27 maggio 1620. Vedi Fisquet (M.H.), La Francia Pontificia (Gallia Christiana) Metropolitana di Parigi – Chartres, Parigi, H. Repos & Co., Libraires-Editeurs, p.181-186. aveva esaminato il progetto e dette il permesso per la fondazione del conventoArchivio del Carmelo di Chartres, dossier 4° «Fondazione». Il testo è scritto interamente in latino., il 2 gennaio 1619. Allo stesso tempo, dette a Robert Bouette, Decano del Capitolo, e al canonico Claude Lebel, dottore in teologia, procura per la costituzione della comunit&agraveArchivi Dipartimentali di Eure-et-Loir, H 5403..

L’organismo comunale approvò il 15 aprile 1619LEPINOIS (E., de), Storia di Chartres , Garnier, Imprimeur-Libraire, Chartres, 1858, t. II, p. 530.

Il 19 ottobre 1619, Madamigella d’AttichyMadamigella d’Attichy prese l’abito il 24 dicembre 1619 presso il convento di rue de Chapon e fece la sua professione alla vigilia di Natale dell’anno successivo. Morì nel 1656. Cf. Cronache dell’Ordine …, op. cit., p. 398., nipote di Michel de Marillac, che si era portata come fondatrice, firmò le lettere di dotazione del futuro monastero  : « Prima che i notai guardie nobili del re nostro signore, nel suo Châtelet a Parigi, sottoscrivessero, fu presente in persona Madamigella Henrietta d’Ony, figlia minore dello scomparso Messere Octavien d’Ony signore cavaliere d’Attichy (…) Lei intendeva fondare, dotare per sempre e in perpetuo il convento e il monastero di quell’ordine che attraverso la grazia di Dio, entro breve sarà stabilito e istituito nella città di Chartres, e per la detta fondazione donava la somma di venti quattromila libbre tornesi, da usufruire dal detto convento e monastero, e coloro che hanno cura dell’istituzione di esso, da ora e per sempre, senza speranza e volontà di revocaArchivio del Carmelo di Chartres, « Copia delle lettere di fondazione e dotazione del convento delle Carmelitane di Chartres 19 ottobre 1619 », 4a cartella « Fondazione ». ».

L’antica casa della Huis de Fer, situata in rue Saint-Pierre, nella parte inferiore de l’Etape au VinLEPINOIS (E., de), op. cit, p.530-531., era pronta ad accogliere le suore. Madre Madeleine di San Giuseppe, in collaborazione con i superiori scelse madre Geneviève di S. Bernardo, priora, madre Marguerite di Gesù, come sottopriora, suor Marie di San Giovanni Battista, suor Marie della Passione, suor Susanne di San Giuseppe, suor Florentine della Madre di Dio, converse, e suor Marie della Trinità, noviziaCronache dell’Ordine …, op. cit., p. 398-399..

Le sette suore partirono da Parigi l’11 giugno 1620, « Monsignor de Clos, confessore del convento della Madre di Dio (Rue Chapon), Madame de Ligni, ‘Maestra delle istanze’, Madame du May, che le avevano accompagnate da Parigi, le condussero alla Nostra Signora, dove ascoltarono la Messa e ricevettero la Comunione nella cappella sotterranea dove è conservata l’immagine miracolosa della Beata Vergine»Archivio del Carmelo di Chartres, quaderno « Fondazione del Carmelo di Chartres », f°4 et 5.. Presero possesso delle loro dimore il 18 giugno seguente.

Il vescovo di Chartres, Philippe Hurault era morto. La sede episcopale era vacante, e così fu nelle mani dei MM. Bouette, Grenet, arcidiacono de Pinserais e del canonico Lenoir, vicari generali, che esse si sottomisero con un documento che firmarono, sotto l’obbedienza e la giurisdizione dei vescovi di ChartresIl Carmelo di Chartres ha nel suo archivio un atto quasi illeggibile. Ma la data e le firme corrispondono alle persone che hanno partecipato alla cerimonia. Sembra che questo sia l’atto di obbedienza delle Carmelitane di Chartres ai vescovi di questa città. Vedi anche LEPINOIS (E., de), op. cit, p.531..

A. Le prove di una giovane priora

Le prove non tardarono ad accumularsi sulla giovane priora. Dapprima madre Geneviève sembra aver portato il peso del priorato difficilmente, almeno nelle sue prime fasi. Si confidò con monsignor Francesco di Sales ed ecco la risposta che ricevette nel luglio-agosto 1620Francesco di Sales, Opere, volume XIX, p. 300-301. : «  Mia carissima Figlia,

Quale conforto per voi perché è Dio stesso che vi ha fatto superiora, dal momento che lo siete con i mezzi ordinari. Pertanto la sua provvidenza è obbligata, a sua disposizione, a tenervi la mano in modo che facciate bene quello che vi si chiede. Credetemi, carissima figlia mia, si deve andare con buona fede sotto la guida di questo buon Dio, e non contestare quella regola generale che Dio che ha iniziato in noi il bene, lo perfezionerà secondo la sua sapienza, a patto di essere a lui fedeli e umili.

Ma cerchiamo tra i suoi servi qualcuno che sia fedele. E io vi dico che voi sarete fedele se sarete umile. Ma sarò io umile ? Sì, se volete. Ma lo voglio. Voi lo siete dunque. Ma sento che non lo sono. Bene, perché ciò serve ad esserlo sicuramente […]. Come Dio vi ha affidato le sue anime, caricatelo della vostra, affinché porti tutto lui stesso, voi e il carico su di voi. Il suo cuore è grande, e vuole che il vostro vi abbia posto. Affidatevi a lui pure, e quando commetterete errori o carenze, non vi stupite punto; dopo che sarete umiliata davanti a Dio, ricordate che la potenza di Dio si manifesta più gloriosamente nella nostra debolezza. In breve, mia cara, è necessario che la vostra umiltà sia audace e coraggiosa, nella fiducia che dovete avere nella bontà di Colui che vi ha messo a capo ».

Come avviene di solito nel caso di una fondazione, le difficoltà finanziarie opprimono il cuore della giovane priora. Nonostante la grande dotazione di Madamigella Attichy, la comunità non aveva ancora le risorse necessarie per completare l’installazione. Ecco quello che San Francesco di Sales le rammenta : « Ricordatevi che nostro Signore non vuole che chiediamo il nostro pane annuale o mensile o settimanale ma ogni giorno. Cercate di fare bene oggi, senza pensare al giorno dopo; poi il giorno dopo, tentate di fare lo stesso ; […] Il Padre vostro celeste che si prende cura oggi, la avrà anche domani, e dopo domani, della vostra condotta, nella misura in cui conoscerete la vostra debolezza, e speriate solo nella sua provvidenza »

Di fatto, il rapido arrivo di due postulanti, una delle quali era ben dotata, sembra risolvere i problemi finanziari, visto che in sovrappiù il convento si rivelò rapidamente malsano e si impose la necessità di un trasferimento nella stessa Chartres. La giovane priora già occupata dai grossi problemi materiali, deve affrontarne altri più delicati.

B. Problemi legati al governo dei Carmeli di Francia.

Per capire la situazione in cui la madre Geneviève si trovò, si deve ricordare che tra il 1619 e il 1622, il Carmelo di Francia, attraversò una grave crisi di governo. Fino ad allora, le Carmelitane erano sotto la superiorità di tre ecclesiastici, e con il privilegio di esenzione, erano state in gran parte sottratte al potere dei vescovi. Intorno al 1619-1620, i Carmelitani Scalzi, figli di Teresa d’Avila, fioriti in Francia, cercarono di ottenere la superiorità sulle loro suore, le Carmelitane. Ne seguì una notevole agitazione. Alcune Carmelitane vollero unirsi ai frati carmelitani, alcuni vescovi cercarono di sfruttare la situazione per riconquistare i loro pieni e interi diritti sulle Carmelitane della loro diocesi, mentre molti carmeli volevano restare fedeli ai tre Superiori in ufficio, e al loro visitatore perpetuo Pierre de Bérulle, nominato a tale incarico dal breve Cum pridem del 17 aprile, 1614MORGAIN (S.-M.), op. cit., p. 254.. I carmeli in cui le tre figlie di Madame Acarie erano priore, facevano parte del secondo gruppo.

Si è visto prima che al loro arrivo a Chartres, madre Geneviève e le sue suore furono sottoposte all’obbedienza e alla giurisdizione dei vescovi di Chartres, nelle mani del Vicario Generale, poiché la sede vescovile era vacante. Fu per sorpresa, soprattutto per inesperienza che consentirono a questa formalità. Ma rimasero molto turbate. Con la firma, madre Geneviève temeva, a ragione, di non aver rispettato le disposizioni legislative del Carmelo. Si rivolse al cancelliere de Marillac, che, in una lettera datata 14 dicembre 1620, la rassicurò : «Il vostro ordine ha consuetudine di portare una grande riverenza per i vescovi e una sottomissione ma di rispetto e non di direzione. Oltre a ciò voi avete una deferenza molto particolare. I vostri confessori devono avere da loro il potere per confessare nella loro diocesi, le religiose devono essere esaminate da loro per la professione. Il Concilio di Trento disse anche riguardo all’abito e M. de Tours ha fatto dire che lo voleva fare, ma ciò non si pratica e quando P. de Ber[ulle] sarà qui M. du Val e lui ne parleranno, ma, aggiunge, con fine politico. «Io penso che sia opportuno che mostriate grande riverenza a M. de Chartres [il nuovo vescovo]. È un grande amico dei Padri Carmelitani e fu consacratoInfatti, la vigilia, vale a dire il 13 dicembre, Leonor d’Etampes de Valençay, succedendo al cugino, fu consacrato vescovo di Chartres nella chiesa dei Carmelitani. Fece l’ingresso solenne nella sua città episcopale, alla vigilia di Natale dello stesso anno . Infatti, la vigilia, vale a dire il 13 dicembre, Leonor d’Etampes de Valençay, succedendo al cugino, fu consacrato vescovo di Chartres nella chiesa dei Carmelitani. Fece l’ingresso solenne nella sua città episcopale, alla vigilia di Natale dello stesso anno. Vedi FISQUET (M.-H.), op. cit., p. 186-193. [ieri] nella loro chiesa e per altri motivi vi è ragione di credere e di temere che sia molto amico loroArchivio del Carmelo di Chartres, lettera di M. de Marillac a madre Geneviève di San Bernardo, 14 dicembre 1620. ».

In questo clima di tensione con le autorità ecclesiastiche hanno luogo le prime due professioni e la comunità fu autorizzata a vendere la sua casa in rue Saint-Pierre a un certo signor LevesqueArchivi Dipartimentali di Eure-et-Loire, H 5410.. Le suore allora si stabilirono in rue Vasseleurs (o via des Lisses) in una casa che aveva ceduto loro il canonico OzanArchivi Dipartimentali di Eure-et-Loire, H 5411.. Il 28 ottobre 1621, con grande enfasi, presero possesso del nuovo monastero che fu posto sotto il patrocinio dell’Incarnazione. Ogni suora fu scortata da una signora importante della città e il SS. Sacramento fu solennemente posato dal decano della cattedraleArchivio del Carmelo di Chartres, quaderno « Fondazione del Carmelo di Chartres », f° 5.. I tempi instabili che attraversarono e mobilitarono le loro energie, spiegano, forse, perché la scelta del luogo si rivelò presto poco saggia.

Poco dopo il trasferimento al nuovo monastero, il canonico Bouette, delegato dal vescovo, visitò le monache e chiese loro di rimuovere il velo. Madre Geneviève negò energicamente. Monsignor d’Etampes, il nuovo vescovo, udendo questo, rimase contrariatoLEPINOIS (E., de), op. cit, p.531 e Archivio del Carmelo di Chartres, Lettera a madre Geneviève di M. Duval datato 6 giugno 1622 dove si narra l’episodio..

Decise di trasferirsi lui stesso nel Carmelo. Ecco come le cronache dell’Ordine ricordano l’evento  : « M. d’Etampes, nominato al vescovado, onorò le madri della sua visita e propose di firmare un documento che aveva portato con sé; le Carmelitane abituate alla più cieca obbedienza, senza chiedere nemmeno il contenuto, firmarono, ma avendo poi saputo che questo atto riconosceva Mons. Vescovo per loro superiore, si staccarono dall’Ordine e presero impegni contrari a quelli del breve, in modo che si trovarono in grande imbarazzoCronache dell’Ordine …, op. cit., p. 399. ». Egli minacciò persino di far venire le Carmelitane da Bordeaux, che a quel tempo stavano cercando di liberarsi dalla tutela di Bérulle e di porsi sotto la giurisdizione dei Carmelitani Scalzi di Mons. d’Etampes, che era un loro grande amicoMORGAIN (S.-M.), op. cit., p. 338-343 et 351-354.. Questa allusione alle Carmelitane di Bordeaux fu particolarmente crudele perché Madre Geneviève non poteva ignorare che sua sorella, madre Marguerite del Santissimo Sacramento ci viveva un vero e proprio calvario… Quest’ultima, mandata lì dai tre superiori a ricondurre le «dissidenti» (pro-Carmelitani) all’ordine costituito al quale una delle più attaccate, vide la sua dolcezza, la sua penetrazione della mente, la sua saggezza in pieno scacco, al punto che fu espulsa dal convento nel luglio 1622MORGAIN (S-M), op. cit., p. 450-451.. Questa lite che ebbe il suo apice nel Carmelo francese, particolarmente inquietò e occupò madre Geneviève per gran parte dell’anno 1622.

C. Il sostegno e i consigli di amici fedeli.

Lei cercò sostegno dappertutto. Il 28 aprile 1622, Michel de Marillac, le scrisse di nuovo ricordando che solo il Generale dell’Oratorio era visitatore dell’Ordine Carmelitano, ma che «i Padri dell’Oratorio non sono [i loro superiori]» e che sono libere di scegliere i loro confessori. Inoltre, egli temeva che se i carmeli di Francia fossero passati sotto l’autorità dei vescovi, vi sarebbe stata una rottura nell’Ordine, perché all’epoca ogni diocesi aveva le sue usanze e tradizioni particolari. Tuttavia, egli insisteva sul fatto che i confessori e predicatori fossero approvati dai vescoviArchivio del Carmelo di Chartres, Lettera di M. de Marillac a madre Geneviève, in data 28 aprile 1622..

Lei scrive anche una lettera disperata a M. Duval. Per lei, il decano Bouette cerca di « distruggere l’Ordine». Lei teme che se si va dal re o dai Carmelitani «ci saranno nuovi pretesti contro di [loro] ». Termina la sua lettera domandandogli di mostrarla a Padre de Bérulle per chiedergli il suo consiglio e interventoArchivio del Carmelo di Chartres, Lettera di madre Geneviève a M. Duval, in data 6 giugno 1622..

Probabilmente su consiglio di M. Duval, madre Geneviève decide di scrivere un piccolo memoriale al vescovo di Chartres per ricordargli le tradizioni e le pratiche dell’Ordine Carmelitano in particolare per quanto riguarda i loro rapporti con le autorità ecclesiastiche diocesane  :

« Ci ha reso liete il comandarci di rispondervi su alcune domande che avete fatto sul nostro stato di professione. Siamo tutte volentieri disposte a rendere conto della nostra vita e condizione non solo a voi, monsignore, che noi veneriamo e onoriamo singolarmente, ma a tutti coloro che ci domanderanno, non solo come cristiane, ma come religiose.

Il vostro comandamento ci ha costrette a informarci in particolare su ciò che riguarda il nostro Ordine e sulle sue suore al fine di soddisfarvi perché la nostra scienza e conoscenza non possono andare oltre l’obbedienza che dobbiamo rendere ai nostri superiori ai quali noi rispondiamo nella condotta e nelle appartenenze del nostro Ordine. Quindi, monsignore, soddisfacendo al vostro comandamento oltre a quello che M. du V. dottore e professore del re in teologia e uno dei nostri superiori, ci ha detto di avervi scritto, noi diciamo  :
Nel primo articolo che siamo parte del Monastero dell’Ordine stabilito a Parigi sotto l’obbedienza dei nostri superiori.

Nel II. Le Costituzioni del nostro Ordine ci permettono di uscire fuori dei nostri monasteri per andare a fondarne altri. Siamo uscite da Parigi per venire a questa fondazione con l’obbedienza sopradetta, come abbiamo imparato che si pratica in tutti gli altri ordini di religiose e che è stata concessa dalle bolle papali e le costituzioni ecclesiastiche.

Nel III e nel XII sono simili sull’obbedienza che le religiose e i Monasteri del nostro Ordine rendono a monsignori Vescovi. A che essendo stato risposto da M. Duval, come abbiamo riferito, crediamo che voi ne sarete soddisfatto, noi ci contentiamo di protestarvi, monsignore, che siamo le vostre figlie e serve molto umili e molto obbedienti.

Nel VII. Noi non abbiamo confessori che non siano stati esaminati ed approvati da voi o dai monsignori vicari e li abbiamo secondo le nostre costituzioni che ci permettono di prenderli e sceglierli in questa condizione, senza che i nostri superiori possano ostacolare questa libertà, che ci fu fornita dalla nostra Madre Santa Teresa, che l’ha raccomandato come un punto singolarmente importante per la conservazione del suo spirito nel suo Ordine. Aggiungendo che la mancanza di questa libertà (…) causa di tralasciare di confessare dei peccati gravissimiArchivio del Carmelo di Chartres, si tratta di una nota inviata al vescovo di Chartres, senza data e firma. ».

Per fortuna, il caso sbollì perché Roma decise fortemente a favore dello status quo, con la bolla Alias Postquam del 12 Settembre 1622. Ordinando la piena attuazione della bolla In Supremo, Gregorio XV interdisse ai vescovi, arcivescovi, ordinari, Carmelitani Scalzi che « sotto qualsiasi colore o pretesto o qualunque sottigliezza desiderata, non si intromettessero in qualche modo a pianificare cura e governo (…) di tali monasteri carmelitani e non intraprendessero di esercitare su di loro alcuna giurisdizione, superiorità e correzioneMORGAIN (S.-M.), op. cit, p. 443. ».

Tutto questo scambio di lettere potrebbe sembrare molto difficile al lettore, e senza molto interesse per lui, tuttavia esso esalta la personalità di madre Geneviève che a ventotto anni, assunse per la prima volta, gli incarichi multipli del priorato : assistenza spirituale delle suore, gestione del temporale, la fondazione di un monastero, e il suo trasferimento l’anno successivo, senza grandi risorse finanziarie, il tutto su uno sfondo di gravi problemi con il vescovo !

Questo triste caso di « governo del Carmelo» andò almeno a portare un po’ di consolazione a madre Geneviève, con la visita di sua sorella, madre Marguerite Acarie. Questa, dopo essere stata espulsa dal convento carmelitano di Bordeaux e, detto chiaramente, messa sulla strada dalle consorelle, fu inviata un anno e mezzo al Carmelo di Saintes, che anch’esso, aveva bisogno di essere pacificato. Poi fu richiamata a Parigi. Sulla via del ritorno nel marzo 1624, le fu concesso di passare al Carmelo di ChartresBOUCHER (J.B.A), op. cit., p. 330, note.. Da lì, andò al Carmelo di Pontoise, dove trascorse alcuni giorni e venerò con grande emozione e fervore la tomba di sua madre nel chiostroStoria generale del Carmelo de Pontoise, volume I, pagina 285., prima di partire per Parigi.

D. La vita nel Carmelo, rue des Lisses.5>

Come abbiamo visto in precedenza, le Carmelitane di Chartres lasciarono la loro prima casa per la rue des Lisses il 28 ottobre 1621. Per coprire le spese di tale trasferimento, la comunità aveva contato sulla dote di madamigella Baudouyn, in religione Barbe di San Francesco, seconda professa nel monasteroFece la professione l’8 settembre 1621, all’età di 36 anni e morì il 16 luglio 1641. Cf. Archivio del Carmelo Chartres, « Libro delle professioni del convento delle carmelitane in questa città di Chartres, fondato 14 giugno 1620 ». i cui genitori avevano promesso di lasciare i suoi beni, ma « il buon Dio, che voleva che la casa non avesse alcun aiuto umano, permise ai genitori di questa buona suora di ritirare i loro beni dopo la sua professione e di lasciare solo la consueta dote, il che fu per lei una sensibile mortificazioneArchivio del Carmelo di Chartres, quaderno « Fondazione del Carmelo di Chartres », f°6.». Per consolare questa piccola carmelitana, la Beata Suor Maria dell’Incarnazione le apparve e « le disse che si sarebbe presa cura del monastero, che il necessario non sarebbe mai mancato, ma che non sarebbe mai stato ricco »Ibid., f° 6.. E la comunità non mancò mai del necessario, anche se gli inizi furono molto austeri.

Madame Acarie colmò di grazie diverse suore della comunità. Cosa c’era di più normale nell’aiutare il Carmelo dove la priora era sua figlia !

Fece diversi miracoli. Inoltre, dal 17 al 30 settembre 1632, il comitato incaricato di istruire il processo della Beata si trasferì a Chartres per ascoltare quattordici CarmelitaneCHATENOIS (de), La Beata Maria dell’Inc…, Storia della causa 1622-1791, p 47.. Il miracolo più notevole fu senza dubbio la guarigione di Suor Marthe di GesùProfessò l’8 dicembre 1622, morì il 21 ottobre 1670. Cf. Archivio del Carmelo di Chartres, « Libro delle professioni … », op. cit. che tutti credevano giunta alla fine.

Colpita da febbre e mal di stomaco, dovette la sua salvezza e pronta guarigione all’imposizione da parte di madre Geneviève, di un pezzo di vestiario di Madame Acarie sulla sua testa. Immediatamente, « [lei] sentì un odore soavissimo e molto diverso dalla maggior parte dei profumi raffinati che si possano immaginare»Riti, f° 438 r°citato da Burkardt (A.), I clienti dei santi. La malattia e la ricerca di un miracolo attraverso il processo di canonizzazione della prima metà del XVII secolo in Francia, « Collezione della Scuola Francese di Roma », n. 338, Scuola Francese di Roma, Roma, 2004, p. 428.. Molti altri favori sono attestati dalla comunità di Chartres nel modo riferito dal signor Burckhardt nel suo studio sui miracoli nei processi di canonizzazione in tempi moderniBURKARDT (A.), I clienti dei santi …, op. cit., e questo deve essere attribuito allo zelo della figlia Geneviève per diffondere la devozione alla madre.

Le Carmelitane restarono in rue des Lisses quarantatre anni. Vissero in povertà e senza spazi adeguati. In realtà, installate in diversi conventi di Chartres, non avrebbero mai potuto ampliare le loro proprietà. La casa era così piccola che avevano dovuto installare le celle nella soffitta dove la neve penetrava in inverno ed il caldo soffocante in estate. I luoghi regolari erano così angusti che la Regina Madre « che vi entrò qualche volta, disse durante la visita le altre case, che il monastero di Chartres era la «topaia» dell’Ordine »Archivio del Carmelo di Chartres, quaderno « Fondazione del Carmelo di Chartres », f°13.. Ma come promesso da Madame Acarie non mancò mai il necessario e le Cronache del Carmelo di Chartres osservano che « Nostro Signore fu lieto inviare le sue grazie a titolo di risarcimento per le sofferenze sofferte per il suo amore; i santi piaceri di cui godevano, erano così grandi che nessuno ne poteva parlare a chi era venuto dopo, se non con le lacrime agli occhi, rimpiangendo la felicità che avevano perso quando le condizioni di vita erano migliorateIbid., f° 13 e 14.».

« Queste delizie sante » non sembrano la sorte quotidiana della loro priora. È senza dubbio da questi difficili inizi, che risalgono delle note di preghiera attribuite a Madre Geneviève in un francese estremamente rudimentale – in seguito migliorato! – conservate in un manoscritto dell’archivio manoscritto del Carmelo di Chartres, intitolato Estratto della vita delle Rev. Carmelitane di Francia, Carmelo di Chartres. Si legge in parte : « Sono andata alla preghiera con una sorta di siccità e aridità. Ma io mi sono conformata a soffrire tutto quello che Dio vuole. Quanto alla preghiera, mi sono trovata in cinque cose. La prima è stata come un’alienazione di tutti i miei sensi insieme, come immersa in un abisso di tristezza e di estrema debolezza. La seconda nelle malinconie che mi penetrano anche all’interno più intimo e profondo, dandomi un indebolimento non del corpo, ma dell’anima. La 3° era un pensiero, non pensiero, nè fantasia ma fermissima convinzione che solo con il voto di obbedienza che ho promesso a Dio, io sarò ridotta e persa nell’inferno nel tempo presente. La 4° un dolore estremo che ho sentito vedendomi abbandonata dalla sussistenza che Dio ha dato alle sue creature, vita e sussistenza in lui. Per quanto riguarda la quinta, mi sono sentito sollevata, sollevata dal fatto che mi ha portato grandi travagli; ho sentito la volontà di essere consumata in Dio, per amore e d’altra parte Dio consumava in me perché è in lui stesso, tutte le inutilità e povertà, e rendermela nella perfetta consumazione di lui stessoArchivio del Carmelo di Chartres, Estratto della vita delle Rev. Carmelitane di Francia, Carmelo di Chartres, completato l’ultimo sabato di gennaio 1699, p. 135. Sappiamo che un «superiore generale» si permetteva un forte controllo interno, e alle sorelle chiedeva conto della loro preghiera !». Questo modo di parlare, se il testo è veramente di madre Geneviève, sembra giustificare una consegna che San Francesco di Sales le aveva dato : «Non occorre tanto sottilizzare così tanto, occorre camminare con sveltezza »Francesco di Sales, Opere, Volume XIX, p. 300. !

Come in tutta la vita, le gioie e i dolori si succedono. Nonostante la modestia del suo Carmelo, la Priora ebbe la gioia di vederlo riconosciuto ufficialmente da Luigi XIII nel settembre 1631 e il Parlamento registrare le lettere di patente l’8 ottobre seguenteArchivio del Carmelo di Chartres, « Copia delle lettere dello stabilimento delle Carmelitane in Francia » e « Estratto dai registri del Parlamento »..

Quasi un anno dopo, madre Geneviève avrebbe vissuto un evento doloroso, con il passaggio a Chartres dei resti mortali di Michel de Marillac. Ricordiamo che fu uno dei maggiori collaboratori di Madame Acarie nella sua opera di introduzione del Carmelo in Francia, che frequentò assiduamente Palazzo Acarie e che Madre Geneviève, nelle sue difficoltà con il vescovo, trovò in lui un consulente devoto e competente. Quest’ultimo, dopo essere stato coinvolto affare de la Journée des Dupes (novembre 1630) fu costretto dal cardinale Richelieu all’esilio. Dopo essere stato condotto a Lisieux e Caen, fu messo agli arresti domiciliari a Chateaudun dove presto morì il 7 agosto 1632. Quando si trasferì il corpo del Cancelliere da Chateaudun a Parigi, il corteo funebre si fermò a Chartres. Ecco la storia che leggiamo nella Vita di Michel de Marillac, scritta dal suo amico di Lefèvre de Lezeu  : « Arrivarono il primo giorno a Chartres, dove il corpo fu deposto nella chiesa delle madri Carmelitane, che subito cantarono la veglia, e il giorno dopo fecero dire la messa sul suo corpo. Poi, quando tutto fu pronto per partire, esse desiderarono che si facesse entrare nel loro convento la carrozza caricata con il corpo. Il che fu fatto. Allora tutte le suore fecero le loro preghiere, una dopo l’altra, sulla bara, per lungo tempo, e soprattutto madre Geneviève di San Bernardo Acarie, che non si poteva ritirare, [prova della stima] che portava al defunto, del quale conosceva il valore e la santità per aver conversato con lui spessoLEFEVRE DE LEZEAU (N.), La vita di Michel de Marillac (1560-1632), trascritta e pubblicata da Donal A. Bailey, 2007, p. 399.». Fu l’unica della famiglia Acarie in grado di dargli questo ultimo segno di riconoscenza.

Per altri versi, le Cronache del Carmelo di Chartres forniscono alcuni dettagli circa la sua prima priora. Il lavoro di installazione e la manutenzione del convento dovettero sicuramente catturarla molto. Ma la piccolezza e l’estrema povertà del luogo non dissuasero le vocazioni. Così, tra l’agosto 1621 e il marzo 1642, la comunità registrò 23 professioni e solo 2 decessi. Questo dimostra la vitalità del Carmelo di Chartres. Madre Geneviève di San Bernardo, priora dal 14 giugno 1620 al 6 gennaio 1628 e dal 2 aprile 1637 al marzo 1643 ebbe nelle sue mani 16 professioniArchivio del Carmelo di Chartres, « Libro delle professioni del convento carmelitano in questa città di Chartres, fondata 14 giugno 1620 »..

I risultati del lavoro svolto da madre Geneviève durante il suo governo fu molto positivo. In effetti, la visita canonica, diretta da Padre Gibieuf, visitatore generale delle Carmelitane, l’anno dopo la partenza di Madre Geneviève per il Carmelo di Sens, non manca di rilevare la buona capacità della vita regolare di questa comunità  : « Noi Guillaume Gibieuf Sacerdote dell’Oratorio di Gesù Cristo nostro Signore, dottore in Teologia e Superiore religioso delle Carmelitane della riforma di Santa Teresa, abbiamo fatto la visita nel Convento delle Carmelitane di Chartres, chiamato l’Incarnazione nei soliti modi e forme e l’abbiamo trovato nella regolarità e le sue anime tendono alla perfezione. Fatto a Chartres, il venti aprile mille seicento quaranta quattroArchivio del Carmelo di Chartres, « Libro delle professioni del convento carmelitano in questa città di Chartres, fondato il 14 giugno 1620 ». La fine di questo libro contiene i nomi e le registrazioni delle visite canoniche fatte al Carmelo di Chartres sotto l’antico regime.».

Quindi è un Carmelo in « buona salute » quello Madre Geneviève lasciò nella primavera del 1643, quando fu eletta priora del Carmelo di Sens.

7- Priora del Carmelo di Sens.

La fondazione di questo monastero fu dovuta al vescovo Octave de BellegardeOctave di Saint-Lary de Bellegarde (1588-1646) fu eletto vescovo di Causerans nel 1614 e trasferito a Sens il 4 novembre 1621. A quel tempo la diocesi di Chartres era ancora suffraganea dell’arcidiocesi di Sens, ma per pochi mesi in quanto la bolla 20 ottobre 1622 eresse in arcidiocesi di Parigi e gli donò Chartres come prima suffraganea. Vedi Fisquet (M.H.), La Francia Pontificia – Sens Metropolitana, Parigi, E. Repos, Libraire-Editeur, p. 141-143., arcivescovo di Sens. Contrariamente a quanto alcuni autori hanno scritto, non è mai stato vescovo di Chartres. Il vescovo voleva un monastero carmelitano nella sua città episcopale. A tal fine, fece appello a madre Marguerite del Santissimo Sacramento Acarie per questa fondazione. Lei venne con sei suore e una postulante. La vita monastica cominciò il 2 luglio 1625 Cronache dell’Ordine …, op. cit., t. IV, p. 1-2.. Ma di già Priora delle Carmelitane di rue Chapon Parigi, Madre Marguerite tornò al suo convento dopo l’installazione di quello di Sens.

Monsignor de Bellegarde conobbe madre Geneviève tramite de Bérulle che diventato cardinale nel 1627, propose la venuta a Sens di madre Geneviève. A tal fine Bellegarde l’aveva incontrato e raccontò, molto apprezzato. Purtroppo per Bellegarde, la morte di Bérulle nel 1629, frustrò il progettoNOIROT (A.-J.), Il Carmelo di Sens 1625-1975, Imprimerie Moderne, Auxerre, 1975, p. 34..

Monsignor de Bellegarde, nominato da Urbano VIII per le indagini del processo di beatificazione di Maria dell’Incarnazione Acarie, presiedette l’apertura della sua tomba nel Carmelo de Pontoise, il 12 agosto 1630 e fu profondamente segnato da questa cerimoniaR. P. Bruno, La Bella Acarie, op. cit., p. 594, note 1.. La sua devozione a Madame Acarie crebbe e questo fu un altro motivo per lui di far entrare nel Carmelo della città vescovile un’altra delle sue figlie. I nuovi superiori dell’Ordine per la Francia poterono realizzare la volontà dell’arcivescovo di Sens.

Madre Geneviève fu così eletta priora del Carmelo di Sens nel marzo 1643. Quando entrò nel monastero, disse che sarebbe stato « il luogo del suo riposo » Archivio del Carmelo di Sens, « Circolare di madre Geneviève di San Bernardo … », op. cit.. Il suo necrologio scritto dalle sue suore di Sens ci fornisce molti dettagli sugli ultimi diciotto mesi della sua vita.

Lei influenzò profondamente le suore borgognoni, per la sua umiltà e la regolarità. « La sua breve esperienza nella comunità lasciò ricordi duraturi e l’odore delle virtù più eroiche »Archivio del Carmelo di Sens, « Circolare di madre Geneviève di San Bernardo … », op. cit. . Le suore riferirono che lei trascorreva gran parte delle sue notti in preghiera, dormendo solo due o tre ore, la testa appoggiata su una panca di legno.

Molto austera per se stessa, sembrava condiscendente verso gli altri, permettendo ad esempio, alla comunità di camminare in giardino al tempo della frutta, con la libertà a tutte di mangiarneR. P. Bruno, La Bella Acarie, p. 479, note..

Durante il suo periodo di diciotto mesi nel priorato di Sens, non ebbe la gioia di ricevere che una sola professione tra le mani, quella di suor Suzanne di Gesù il 23 settembre 1643Suzanne Le Grand era la figlia di Antoine e di Antoinette de Chasserat. Due delle sue sorelle l’hanno preceduta nel Carmelo di Sens. Morì il 18 aprile 1697. Cf. NOIROT (A.-J.), op. cit.. Di tale religiosa la circolare necrologio di madre Geneviève menziona questo fatto, caratteristico dei giovani di tutti i tempi! « Una novizia, giovane e vivace, alla quale questa madre rispettabile aveva fatto fare la professione, disse un giorno alla suora che le comandava qualcosa contraria ai suoi gusti  : « Ognuno fa ciò che vuole». La nostra santa priora la riprese di queste parole con severità, alla presenza di tutta la comunità»Archivio del Carmelo di Sens, « Circolare della madre Geneviève di San Bernardo … », op. cit. ripetendole in seguito tante volte queste parole, in modo da renderla una delle più obbedienti del noviziato.

Senza compromessi sulle virtù degli altri, non lo fu meno sulla sua. Ecco che cosa inventò per preservare la sua umiltà, secondo quanto dice la circolare necrologio  : « Essendo così ansiosa di umiliazioni quanto i superbi lo erano grandi di onori e gloria, in ogni occasione questa madre rispettabile fu geniale per farsi passare attraverso la mente di chi aveva per lei la stima che meritava la sua virtù, per la più grande e la più efferata peccatrice; aveva escogitato per riuscirvi un modo più ammirabile che imitabile che fu quello di far circolare in pubblico delle lettere anonime e di un carattere sconosciuto, tramite le quali si avvertiva mons. Arcivescovo di Sens di rilevare e correggere la priora delle Carmelitane di questa cittàIbid.». In questo mise in atto i consigli di San Giovanni della Croce Padre del Carmelo : chiunque vuole diventare uno spirituale, diceva, « cercherà di lavorare al suo disprezzo e desidererà che altri facciano lo stesso. Cercherà di parlare a suo svantaggio e vorrà che altri facciano lo stesso »Giovanni della Croce, Opere complete, Desclée de Brouwer, Paris 1949, p. 111.. Senza dubbio autorizzato da un confessore imprudente, questo approccio rischioso nel caso di una priora avrebbe potuto danneggiare la comunità. Sembra che non ciò non sia accaduto e madre Geneviève conservò il suo credito presso il vescovo.

In effetti, come già sua madre Madame Acarie fu consultata circa lo spirito di Jeanne Tavernier e di altri…, lei fu consultata dalle autorità ecclesiastiche sui casi difficili, soprattutto per quanto riguardava le stigmate di una ragazza di Sens. Il Carmelo di Beaune possedeva cinque lettere di madre Geneviève di San Bernardo sul casoQueste lettere sono riprodotte nel libro di Noirot (A.J.), Il Carmelo di Sens 1625-1975, op. cit., p. 44 a 48.. Noi vi vediamo riflesse da parte della figlia di Madame Acarie grandi doti di saggezza e di prudenza! Con i suoi doni di discernimento e di buoni consigli, le autorità di vigilanza capirono subito che la « stigmatizzata» Jeanne Duperey non era che una falsificatrice e si era mutilata per simulare le stimmate.

La morte giunse presto a prendere la terza figlia di Madame Acarie. Si ammalò di una febbre « terzana doppia». Ricevette gli ultimi sacramenti con grande lucidità. Le furono amministrati da padre Gibieuf, che aveva già assistito a Orleans, madre Maria di Gesù Acarie nei suoi ultimi momenti, tre anni prima. Dette la sua bella anima a Dio, il 12 settembre 1644, alla stessa età di sua madre.

« Dio, che ama valorizzare il merito degli umili, fece del suo funerale una specie di trionfo. Monsignore di Sens si riservò questo onore con numeroso clero. Il Reverendo Padre Gibieuf che l’aveva diretta ed assistita negli ultimi momenti, aveva già la stola per la sepoltura, quando arrivò l’illustre prelato, e volentieri gli cedette l’onore non solo per il rispetto verso Sua Grazia, ma anche per la stima singolare che aveva sempre avuto per la virtù di questa grande serva di DioArchivio del Carmelo di Sens, « Circolare della madre Geneviève di San Bernardo … », op. cit. ».